martedì, luglio 21, 2009

Una commedia di mezza estate. Hollywood e il testamento biologico

E' stata una piacevole sorpresa la commedia trasmessa ieri sera da canale 5: Se solo fosse vero di Mark Waters, con Reese Witherspoon e Mark Ruffalo. Certo, non un capolavoro della cinematografia, ma un modo leggero e delicato di affrontare un argomento difficile come il testamento biologico.
Nel frattempo, il fior fiore della cinematografia italiana protestava per i tagli ai fondi destinati alla cultura. Mi sono venute in mente le decine di film italiani indigesti, tristi, deprimenti, incapaci di affrontare con un po' di leggerezza e soprattutto senza pregiudizi, argomenti difficili e controversi.
Luca Barbareschi minacciava una possibile definitiva colonizzazione da parte delle produzioni straniere, e io in un delirio disfattista dicevo a me stesso: "magari!"

Etichette: , ,

venerdì, marzo 27, 2009

Meno male Pierferdi c'è!

Sono sempre stato contrario ad una legge sul testamento biologico, anche se la sentenza su Eluana aveva messo in rilievo un vuoto legislativo, che i magistrati non vedevano l'ora di colmare...
Comunque, grazie all'emendamento dell'Udc, le legge fa tornare la palla in mano agli unici che siano professionalmente deputati a prendere una decisione: i medici.
Grazie all'Udc, quindi. Mi piace persino la nuova pubblicità...

Etichette: , , , ,

martedì, marzo 10, 2009

Provocazioni ed esempi edificanti

Se Firenze ha voluto dare con una maggioranza ridicola la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro, spero davvero che Torino dedichi una strada a questo straordinario esempio di padre: Lorenzo Bollati, un uomo che per liberare la figlia si è sacrificato fino a farsi ammazzare.

Etichette: , ,

martedì, febbraio 24, 2009

Della presunta ipocrisia dei cristiani

Questa è una risposta a Fulvia Leopardi che ha scritto IPOCRISIA CRISTIANA SULL'EUTANASIA?, post scaturito dai commenti pubblicati su FB ad un link che avevo messo sul mio profilo.

Carissima Fulvia,
visto che sono la causa di tutto, provo a spiegare, perfettamente cosciente del fatto che probabilmente verrò frainteso.
Premetto che, pur essendo cattolico romano praticante, esprimo solo e soltanto il mio pensiero (così come ha fatto la mia amica su FB) e non quello della Chiesa, il cui magistero, tra l'altro, non si è ancora espresso su questi argomenti in modo definitivo.
Parto da una domanda provocatoria: in caso di incidente preferiresti che della tua vita decidesse un medico, magari consultandosi con la tua famiglia, oppure che la decisione fosse affidata ad una giovane che ha saltuariamente riflettuto sul tema della vita e della morte e che non ha alcuna preparazione medica? Il testamento biologico non è altro che questo: affidare la propria vita ad una persona inesperta che in un momento casuale della sua esistenza, magari spinta da legittimo furor autodeterministico, ha urlato: "uccidetemi!" e che per questo motivo ora non verrà rianimata (tu che sei esperta di telefilm, dovrai ricordare quante volte è successo in ER...). Ma lo stesso vale per me, che, nel caso, affiderò alla mia totale inesperienza un testamento biologico radicalmente prolife col rischio di essere trascinato nel più oscuro incubo dell'accanimento terapeutico. Preferirei che della mia vita decidesse responsabilmente il medico che valuterà le mie condizioni. Se sbaglierà non sarà altro che uno dei tanti "errori" che nascono dalle relazioni tra persone e che modificano, spesso per sempre, la vita di ciascuno di noi.
Se ciò che ho detto è parso aver qualche logica, posso procedere a spiegare le affermazioni della mia amica, che faccio interamente mie. E' chiaro che siamo contro qualsiasi tipo di omicidio, ma è anche chiaro che siamo molto rispettosi della libertà di scelta (quella vera, non quella presunta) di ogni uomo. Perciò, se Beppino Englaro avesse avuto il coraggio di soffocare la figlia, come fa, con la giovane pugile, Clint Eastwood in Million Dollar Baby, avremmo rispettato la sua scelta (sbagliata) perché comportava un'assunzione di responsabilità. Quello contro cui ci battiamo è la delega allo Stato: pretendere che sia lo Stato a decidere (basandosi su di una nostra apparentemente libera dichiarazione) chi debba o no morire. Non sarebbe più giusto che questo fosse affidato, come è accaduto finora, alla libera scelta del medico, che dovrebbe avere una competenza maggiore della nostra? Togliere al medico questa responsabilità migliorerà la nostra vita o renderà ancora più meccanica l'esecuzione di terapie o procedure eutanasiche? Io mi auguro che ogni caso specifico venga esaminato da medici esperti che, con franchezza e senza ideologia valutino se valga la pena o meno continuare le terapie, consultandosi coi parenti e accettando le conseguenze delle proprie scelte. E davvero non credo che questa sia ipocrisia.
cordialmente
Andrea


PS: grazie a questo post di Kagliostro ho potuto leggere lo splendido articolo di Angelo Panebianco, che consiglio a tutti di leggere. Si parla di "necessaria ipocrisia”:
“In queste questioni l’ipocrisia non è come si suol dire una manifestazione del vizio che rende omaggio alla virtù. E’ essa stessa virtù. E’ la virtù grazie alla quale si possono cercare empiricamente (al riparo dai riflettori) soluzioni atte a ridurre le sofferenze dei malati senza offendere la sensibilità e le credenze delle persone coinvolte"
E' vero che Panebianco prende le distanze da entrambe le posizioni, soprattutto dai loro aspetti più integralisti, ma la finezza con cui sostiene che in Italia la legge, spesso venerata come un feticcio, è uno strumento troppo rozzo per poter affrontare tante diverse e particolari situazioni, mi sembra veramente il punto di partenza per una serena discussione su ciò che è successo e soprattutto su ciò che succederà riguardo al tema della vita e della morte.

Etichette: ,

domenica, febbraio 15, 2009

Per non dimenticare Eluana



e anche questo post di Massimiliano Fiorin su FILO A PIOMBO

Etichette: , ,

martedì, febbraio 10, 2009

Ma ci fate o ci siete?

Un amico laico ha pubblicato su FB questa analisi dell'operato del nostro Premier apparsa sul blog Vibrisse.
Ora, a parte i catastrofismi, che non condivido, il blogger arriva sostanzialmente alle stesse conclusioni cui sono arrivato io, ovvero che l'intervento del Governo, giunto con grande ritardo, si spiega non come un afflato etico, ma come uno strumento per ottenere un risultato politico. L'obbiettivo, a mio avviso, non era la svolta autoritaria sospettata da Vibrisse, ma piuttosto, come ho già scritto, quello di ridurre la Chiesa e il mondo cattolico a una setta di integralisti bisognosa dell'ombrello di Berlusconi e completamente invischiata col governo di centrodestra. Comunque sia, come riconosce anche Vibrisse, l'unico strumento per ottenere che Berlusconi non raggiungesse i suoi scopi era tenere in vita Eluana. Allora chiedo al mondo laico: perché avete permesso in maniera plebiscitaria che Eluana morisse? Siete masochisti o la decisione di far morire Eluana era più importante del consegnare il paese nelle mani di un presunto dittatore? Non siate ipocriti, è stato comodo essere complici del Governo, facendo finta di dissentire dal premier, perché pure voi lo sapevate che per Eluana non c'era più scampo e, in fondo, togliersi dai piedi quei noiosi rompiscatole dei cattolici era un'occasione troppo ghiotta. Obbiettivo raggiunto.

Etichette: , ,

lunedì, febbraio 09, 2009

Se il divo Giulio alza le braccia...

Inizialmente, sono rimasto di stucco (una reazione simile a quella di Stefano Lorenzetto su Il Giornale). Ma come? Giulio Andreotti si schiera a favore della soppressione di una vita? a favore del Presidente Napolitano che, in pratica sacrifica Eluana alla ragion di stato? Poi, passato il disappunto, ho riletto con attenzione l'intervista rilasciata a La Stampa e mi parso di intuire il motivo che ha spinto il Senatore a vita a quelle dichiarazioni.
Forse è davvero lo stesso motivo che lo convinse a firmare nel 1978 la legge che introduceva l'aborto in Italia, ma oggi come allora vi ho intravisto la lungimiranza del politico di razza.
"La battaglia è perduta!", sembra volerci dire il Senatore,"non c'è più tempo per salvare Eluana,la maggioranza degli italiani è a favore del padre Beppino, a favore di Napolitano, ma anche del testamento biologico e probabilmente dell'eutanasia, evitiamo il peggio!" E il peggio che il divo Giulio ci scongiura di evitare è quello di far risultare definitivamente il Papa, la Chiesa e la gran parte dei Cattolici come delle forze oscurantiste, reazionarie e antidemocratiche. Allora sì che i cattolici non verrebbero più ascoltati, ridotti a poco più di una setta di integralisti, bisognosi della protezione di Silvio Berlusconi, l'anarca etico, oggi improvvisamente trasformatosi nel paladino della vita e della libertà religiosa. Forse ha ragione, Senatore: tanta cagnara e poi non siamo nemmeno riusciti a salvarla quella povera ragazza, forse sarebbe stato meglio fare un passo indietro...

Etichette: , ,

domenica, febbraio 08, 2009

Proviamoci!

dal blog di Claudio Risé DIARIO DI BORDO: NON IN NOSTRO NOME!



Scarica la cartolina in .pdf


---------------------------------------------------------------------------


APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER SALVARE LA VITA DI ELUANA ENGLARO

Signor Presidente,

la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell'Italia.
Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l'irreversibilità del suo stato vegetativo.

Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l'unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio.

Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all'identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico.

Le chiediamo un intervento perché – di concerto con il Governo – sia data una moratoria alla sospensione dell'alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento – nelle cui fila si è già appalesata un'ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese – possa pronunciarsi su un'adeguata legge.

Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello.

Primi firmatari:
Roberto Formigoni
Giancarlo Cesana
Francesco Cossiga
Vittorio Feltri
Mario Giordano
Dino Boffo
Giorgio Vittadini
Maurizio Gasparri
Fabrizio Cicchitto
Rocco Buttiglione
Paola Binetti
Antonio Baldassarre


per firmare e far firmare: APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Etichette: ,

venerdì, febbraio 06, 2009

Dedicato a un amico

Dedicato a un caro amico, che ieri sera mi ha detto di essersi convinto che Eluana è viva e verrà uccisa (dal sito di Salvatore Crisafulli):

Etichette: ,

martedì, febbraio 03, 2009

Eluana vive

Visto che, a differenza di quanto successe con Welby, di Eluana non si riesce a vedere nemmeno una foto, Avvenire ha pensato di raccontare una giornata di Eluana illustrandola con dei disegni. Vale la pena: Se questa è una donna che va portata a morire.

Etichette: ,

sabato, dicembre 13, 2008

A forza di pensarci...

Dai e dai, a forza di pensarci, a forza di parlarne, finalmente sono riuscito a mettere a fuoco quel che mi dà veramente fastidio. Non sopporto più l'individualismo. Non sopporto più che qualsiasi argomento venga affrontato soltanto ponendosi al centro e tentando di eliminare tutto ciò che può mettere a repentaglio l'equilibrio raggiunto. Perciò non sopporto più ragionamenti tipo: il dolore mi dà fastidio, lo elimino; non sopporto la morte, non ne parlo; il bimbo che ho in pancia è un problema, lo abortisco; il malato che rantola turba i miei sonni, opto per l'eutanasia; un amico mi tradisce, lo dimentico; litigo con mia moglie, divorzio. Insomma, questa frenesia di potare tutto ciò che è diverso da ciò che crediamo vada bene per noi, è così triste, banale, poco fantasiosa, che sono contento di non condividerla.
Saluti notturni. Andrea.

Update della domenica mattina:
1) Nel sito Liberté politique.com è possibile SOSTENERE IL GRANDUCA ENRICO DI LUSSEMBURGO che si è rifiutato di ratificare leggi che introducano nel suo paese l'eutanasia e il suicidio assistito.
2) L'amico Guglielmo Piombini ha pubblicato(anche sul Domenicale)una bella recensione del libro di Massimiliano Fiorin "La fabbrica dei divorzi".

Etichette: , , , , ,

mercoledì, luglio 30, 2008

Dialogo impossibile

E' vero. Leggendo l'editoriale di Giuliano Ferrara "Una legge impossibile per Eluana Englaro" è evidente la consapevolezza dell'impossibilità di un dialogo tra due concezioni del mondo così contrastanti. Da una parte chi ritiene sacra e inviolabile la vita, qualunque vita, dal concepimento alla morte naturale, dall'altra chi non fa un passo indietro dall'idea di poter disporre a piacere non solo della vita propria ma anche di quella di chi è più debole e indifeso, considerandolo un diritto inalienabile. Pur ammettendo la buona fede reciproca, è chiaro che le posizioni sono inconciliabili. E' per questo che la proposta del direttore del Foglio appare assai ragionevole, anche se al suo interno nasconde la riproposizione del conflitto. "Nessun malato o portatore di handicap può essere soppresso finché qualcuno nel mondo sia pronto a darsi per la sua amorevole cura.", questa la legge che propone Ferrara. Comporterebbe un'assunzione di responsabilità per i prolifer, mentre permetterebbe ai prochoice di non preoccuparsi delle conseguenze di una nascita indesiderata o di un handicap o di una malattia: bimbo, handicappato, malato sarebbero sempre accolti amorevolmente. Tuttavia, nessun prolifer sarebbe contento di vivere in una società che lega la sopravvivenza all'altruismo, senza sancire un principio generale di inviolabilità della vita, dall'altra nessun prochoice sarebbe contento di vivere in una società che viola suoi presunti diritti e affida il destino della vita alla pietà e alla solidarietà. No probabilmente neppure questa legge sarebbe sufficiente a sanare il conflitto.

Etichette: , ,

giovedì, luglio 10, 2008

Ancora su Eluana, la Chiesa e l'eutanasia

Come previsto, le critiche, aspre, alla Chiesa non si sono fatte attendere. Non mi è parso di leggere da nessuna parte, però, un'analisi del perché la Chiesa sia così contraria a quello che per la maggioranza delle persone è solo un umano atto di pietà. Forse si dà per scontato che le gerarchie ecclesiastiche siano ritenute dai più una combriccola di pazzi, un manipolo di persone crudeli e disumane. Oppure che faccia tutto parte del complotto che la Chiesa sta tramando da secoli per dominare il mondo. Sta di fatto che nessuno ha cercato di spiegare quale sia il losco interesse che spinge la Chiesa ad accanirsi nella difesa della vita, soprattutto quella di chi non è più (o non è ancora) in grado di occuparsi da solo di se stesso. Io, però, sono convinto che se si provasse a fare un piccolo sforzo, liberandosi dai pregiudizi, se si concedesse alla Chiesa di non agire per un bieco interesse umano, né per bramosia di potere, né per controllare le coscienze di quei citrulli dei credenti, se si provasse a ipotizzare che ciò che preoccupa la Chiesa potrebbe essere importante per tutti, allora, non si faticherebbe a comprendere quali abomini si nascondano dietro questi presunti atti di pietà. Quanto lacerante sia il danno che provocano decisioni come quella presa sulla vita di Eluana. Verso quale baratro ci accompagnino le accorate, giustificabili, comprensibili parole del padre, travolto da un dolore inimmaginabile, ma proprio per questo inadatto al compito che tutti, pietosamente, ritengono sia un suo diritto: decidere per la vita di sua figlia. E' una riflessione complessa, e merita tempo e silenzio. Ma è indispensabile avere dei dubbi, senza immedesimarsi nel corpo inerte di Eluana, senza continuare a pensare se al suo posto ci fossimo noi, perché ciò di cui si parla oggi non vale solo per il suo caso, vale per tutti i casi in cui ci siano persone che non riescono ad alimentarsi ed idratarsi da sole, e non c'è giudice, né legislatore, su questa terra, che possa tracciare con sicurezza i confini al di là dei quali una vita non è più da considerarsi degna di essere vissuta.

Etichette: , ,

Eluana

E adesso sarà tutto un fiorire di polemiche contro la Chiesa che "obbliga" a restare in vita anche chi è ridotto ad un vegetale. Però, se ci si fermasse un momento a pensare se sia giusto che la società faccia morire di fame e di sete chi non riesce più a mangiare e bere da solo...

Etichette: , ,

lunedì, novembre 13, 2006

Sindrome di Frankenstein

Riporto con orrore quanto ho letto sul sito di Antonio Socci:
Scrive Eugenia Roccella: “Domenica scorsa il Sunday Times ha riportato una richiesta ufficiale dell’associazione dei ginecologi inglesi, il Royal College of Obstetricians and Gynaecology. Il titolo dell’articolo, serenamente esplicito, è: ‘Lasciateci uccidere i bambini disabili’. La surreale motivazione offerta dai medici è che in Gran Bretagna ci sono troppi aborti tardivi; se le mamme sapessero che un bambino con gravi problemi si può sopprimere anche dopo la nascita, forse sarebbero più disposte a portare avanti la gravidanza a rischio. Oggi invece, sempre dall’Inghilterra, patria della deregulation antropologica in Europa, arriva la notizia che due centri di ricerca hanno chiesto alla Human fertilisation and embriology authority, il permesso di creare embrioni ibridi, con ovociti di mucche o altri mammiferi. Lord Richard Harries, il presidente dell’Authority, che tra l’altro è un vescovo anglicano, si è già espresso favorevolmente, dichiarando in un’intervista al Times che in fondo si tratterebbe di una creatura umana al 99 per cento, dunque ‘prevalentemente’ umana” (Dal Giornale, 8 novembre). Anche Avvenire lancia l’allarme in prima pagina: “Una follia inglese: vogliono creare l’emrbione chimera”. Non so se siano più sconcertanti le notizie che provengono da certi laboratori o quelle che provengono dagli anglicani inglesi che ormai da tempo hanno imboccato questa china…. Ma di fronte a questo cupo futuro che avanza, la Chiesa Cattolica resta l’unico vero baluardo di difesa per la creatura umana….

Etichette: , ,

giovedì, novembre 09, 2006

Il decalogo di Piergiobbe

Sono stato citato in un post di Claudio. Ne è scaturita una serie di commenti che ha toccato da vicino alcuni punti vivi della mia personale riflessione. Solo una parte è stata pubblicata sul blog, il resto è arrivato per mail. La mia risposta merita questo post, perché riassume quanto ho avuto la fortuna di capire in questi ultimi anni.
Per quel che mi riguarda, io credo:

  1. che la vita sia sacra, inviolabile e, soprattutto, non sia di proprietà né di chi la vive, né dello Stato, né tantomeno di chi la porta in grembo.
  2. che il dolore e la morte facciano parte, a pieno titolo, della vita umana e perciò, per quanto spiacevoli, non vadano rimossi, dimenticati o annullati, ma affrontati e sopportati con coraggio e, per chi ci crede, con l'aiuto di Dio.
  3. che non esista morte violenta giustificabile. Tuttavia, dovendo dare delle priorità, io sto con Giovanni Paolo II e Madre Teresa, i quali sostenevano che la soppressione della vita bambina fosse il più grande attentato alla Pace (cfr. A.Socci "Navarro-Valls ora canta nel coro di Repubblica", su Libero dell'8/10/2006)

Non posso, di conseguenza, trovarmi d'accordo con chi afferma:

  1. che il dolore vada rimosso con qualunque mezzo dalla vita umana (anche con l'omicidio di chi soffre, o di chi pensiamo stia soffrendo, o di chi immaginiamo potrà soffrire in futuro...). Una strana e crudele utopia visto che la sofferenza è costante di ogni esistenza, anche se con gradazioni diverse.
  2. che gli scienziati siano i nuovi profeti e possano prevedere con margini accettabili, cosa succederà in futuro.
  3. che gli unici scienziati "veritieri" siano i menagramo che augurano al mondo di autodistruggersi. Chi esce dal coro è un reazionario clericale.
  4. che la differenza tra uomini e bestie sia alquanto labile, e che, dovendo scegliere, le bestie abbiano maggior diritto di noi di stare su questa Terra (non parliamo delle piante...)
  5. che il senso di colpa debba accompagnarci fino alla tomba perchè siamo nati in Occidente, cristiani, benestanti, acculturati, sani, bianchi, eterosessuali e maschi (magari pure belli e intelligenti, ma purtroppo non è il mio caso...)

Le due posizioni sono inconciliabili. Purtroppo, infatti, sia io che chi mi critica riteniamo che l'avversario sia condizionato da pregiudizi e da ignoranza o da passività nei confronti del proprio "retroterra culturale" (per quel che mi riguarda, rimando al mio post in cui riportavo un articolo di Edward Feser sul pensiero dominante nella sinistra universitaria statunitense http://piergiobbe.blogspot.com/2006/05/i-nove-comandamenti-del-pensiero-unico.html). L'unica differenza sta nel fatto che io so di credere in una verità assoluta e universale, e sono convinto che tale verità non si possa inculcare, ma debba essere incontrata. Chi mi critica, invece, è disposto a credere che non ci siano altro che verità relative, una per ciascun individuo, ma è disposto ad aggredire chiunque non sia convinto dell'assoluta bontà di quella in cui crede in quel momento.

Viva la vita!


Etichette: , ,

domenica, ottobre 01, 2006

Piergiorgio Welby e Chiara M.

Mi sembra giusto pubblicare lo struggente video di Piergiorgio Welby, che ho visto sul sito MILADARVENO di Alberto Licheri. Quest'ultimo aveva commentato il mio post precedente, e la mia risposta è stata forse troppo risentita. Mi scuso se l'ho offeso, ma confesso di essere molto diffidente rispetto alle battaglie che sta portando avanti, anche se non dubito della sua buona fede. Lo prego però di dedicare un po' di tempo alla lettura di un libro meraviglioso, "Crudele, dolcissimo amore" di Chiara M., nel quale la fiducia verso la vita non viene mai meno, anche se il corpo se ne sta andando, letteralmente, a brandelli. In un intervista di qualche tempo fa, sentii Chiara affermare che la sua malattia è il talento che Dio le ha donato. Di certo, non l'ha seppellito.


Etichette: ,

martedì, settembre 26, 2006

Fate spazio

Qualche mese fa Marco Pannella scrisse a Beppe Grillo queste bestialità:

“Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsunami natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre…”


“Rientro dolce”: mi angosciano questi termini usati per camuffare lo sterminio. Oggi non hanno parlato d’altro che di “suicidio assistito”, di “buona morte” e io pensavo a Mabel ne “Il padrone del mondo” e al suo desiderio esaudito di farla finita con un mondo che l’aveva delusa. Solo delusa, perché oggi ci arrendiamo di fronte al dolore fisico, ma il confine è labile e domani chiederemo allo Stato di darci una “buona morte” per un qualsiasi futile motivo, ormai incoscienti dell’irreversibilità del gesto.
Ma il progetto prevede proprio questo. Bisogna fare spazio: la terra non è luogo per tutti. La terra deve trasformarsi nell’esclusivo asettico salotto, in cui vengono invitati solo pochi eletti. Questa élite così affascinante sarà creata in laboratorio con scrupolosa attenzione per la perfezione di ogni gene. Avrà spazio a sufficienza, natura, aria, sole, cielo e cibo a volontà. Potrà ricreare il Paradiso in terra, e lo farà da sola senza l’aiuto di Dio. Che importa se questo comporterà la sparizione di 2/3 del genere umano. Con aborti chimici ed eutanasie casalinghe nessuno soffrirà. E se ne andranno (o non nasceranno) i malati, i vecchi, gli imperfetti, ma pure i grassi, i troppo magri, gli antipatici, e soprattutto i Cristiani. Quei rompiscatole, ossessionati dal rispetto per la vita, qualsiasi piccolo, apparentemente insignificante brandello di vita.
“Quelli che conquistarono il decadente Impero Romano attraverso il semplice aiuto reciproco, atteggiamento sconosciuto nel mondo pagano, che permetteva loro di diminuire di molto la mortalità durante le epidemie. Quelli che, proibendo aborto e infanticidio, soprattutto di bambine, per primi diedero dignità alle donne e permisero un incremento demografico sano e duraturo. Quelli che offrirono da subito una speranza a chi era tenuto ai margini” (adattato da A. Socci, I Nuovi perseguitati, pagg. 22- 23).
La persecuzione contro i Cristiani continua. Ancora oggi, infatti, dopo più di 2000 anni, è sempre più forte l’insofferenza di chi non tollera che, non solo il Regno dei Cieli, ma soprattutto questa terra possa appartenere anche ai poveri di spirito, agli afflitti, ai miti, a chi ha fame e sete di giustizia, ai misericordiosi, ai puri di cuore, agli operatori di pace, ai perseguitati per causa della giustizia.
Viva Gesù! Viva la vita!

Etichette:

  • LA MIA PAGINA SU FACEBOOK
  • MIA RASSEGNA STAMPA
  • IL SUSSIDIARIO.NET
  • ASIANEWS
  • DEUS CARITAS EST
  • SPE SALVI
  • LETTERA DEL SANTO PADRE AI VESCOVI, AI PRESBITERI, ALLE PERSONE CONSACRATE E AI FEDELI LAICI DELLA CHIESA CATTOLICA NELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
  • Motu Proprio Summorum Pontificum sulla "Liturgia romana anteriore alla riforma del 1970"
  • SOSTEGNO AL GRAN DUCA DEL LUSSEMBURGO
  • INSEGNANTI E GENITORI: NO ALLO STATO CHE DROGA. UNA RACCOLTA DI FIRME PER IL BENE DEI NOSTRI FIGLI
  • IL COVENANT MARRIAGE
  • IL REPLICANTE
  • CATIA L'HA VISTO
  • PALADINI DELL'OCCIDENTE
  • Il Blog di Costanza Miriano
  • 40 per 40
  • Diario di bordo Il blog di Claudio Risé
  • Claudio Risé
  • in particolare la pagina:"documento per il padre"
  • Libreria del Ponte
  • Tempi
  • Lo Straniero di Antonio Socci
  • Fatti sentire
  • Papa Ratzinger blog [5]
  • Sacri Palazzi di Andrea Tornielli
  • Cara Irma...
  • La Z di Zoro
  • Free Your Mind di Fulvia Leopardi
  • CUORE DI CHINA
  • IL LUNGO ADDIO
  • LE BLOG DE NEPO...
  • PALAZZO APOSTOLICO di Paolo Rodari
  • RADICICRISTIANE
  • KATTOLIKO PENSIERO
  • CROSSROADS
  • ALEF
  • IL FILO A PIOMBO
  • ETENDARD
  • L'ORA DEL VESPRO
  • Il Foglio
  • Il Foglio: lista per la moratoria
  • Giovanni Salizzoni
  • Claudio Risé
  • Francesco Agnoli
  • Mammestufe di Diana Zancheddu
  • Olimpia Tarzia
  • Lista Ferrara Lombardia
  • Lista Ferrara Liguria
  • Loris Brunetta
  • Giorgio Gibertini
  • Matilde Leonardi
  • Elisabetta Pittino, Stefano Savoldi e Paolo Picco,
  • Francesca Talamucci
  • Marco Tumbiolo
  • Passaggio al bosco
  • Maschi selvatici
  • Carlo Melina
  • Asianews: dossier moratoria
  • CAV ambrosiano
  • Movimento per la vita
  • Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
  • S.A.V. Bologna
  • BIOS Bologna