lunedì, giugno 18, 2007

Fatti miei

E' successo! Grazie a Benedetto Della Vedova, radicale eletto in Forza Italia (e nonostante il parere contrario del governo!), gli sconti sui libri sono liberi. Finalmente si potrà comprare l'ultimo Harry Potter, fresco di stampa, col 50%, il 60%, il 99% di sconto rispetto al prezzo stampato in copertina. C'è chi esulta: lettori, associazioni dei consumatori, ma anche gli editori più importanti e le grandi catene di distribuzione. C'è chi si dispera: tutti i piccoli (librai, editori, distributori e promotori), la cui voce fioca si è appena appena fatta sentire in questi giorni, accusata di essere l'espressione di assurdi e obsoleti interessi corporativi. Come stanno, in realtà, le cose? Difficile prevedere le conseguenze, ma lasciano perplessi gli scenari immaginati da Della Vedova, dove torme di lettori, stimolati dal prezzo (apparentemente) vantaggioso, si precipitano a fare incetta dei best seller del momento. Non è mai successo, anche se è indubbio che lo sconto renda la merce prelibata e più facilmente vendibile. Non accadrà forse nemmeno quello che temono i detrattori (tra cui mi pongo) dell'emendamento: le librerie tradizionali hanno il destino segnato già da anni, resisteranno solo le più forti e meglio organizzate, magari trasformandosi in franchising dei grandi marchi. Per quel che riguarda i piccoli editori, poi, troveranno nuovi canali per distribuire i loro prodotti d'élite, non spariranno, ma, con ogni probabilità, diverranno ancor più parassitari nei confronti dei sussidi statali, come, più o meno, è accaduto per il cinema.
Tralascio tutte le altre polemiche per concentrarmi solo su due cose che sono convinto non avremo più nel panorama del mercato librario italiano:
1) cosa si pubblicherà verrà deciso dalle grosse catene di distribuzione supportate dagli uffici marketing degli editori più importanti. Questi ultimi , perciò, abdicheranno definitivamente dalla loro funzione primaria: traghettare idee. Anche i piccoli editori sperimentali, incapaci di posizionarsi in un mercato sovradimensionato per le loro pubblicazioni si rintaneranno nelle nicchie accessibili solo agli addetti ai lavori, rinunciando alla vocazione "apostolica" che, nelle librerie tradizionali, dava la possibilità a chiunque di imbattersi in qualunque idea.
2) sarà quasi impossibile decidere di fare il mestiere del libraio. Se qualche giovane sentirà questa vocazione (se mai è esistita) dovrà rassegnarsi a fare, al massimo, il coordinatore di un negozio di catena. Nel mercato della grande distribuzione non si possono aprire bottegucce che esprimano lo spirito e le idee di chi le gestisce. Contare semplicemente su di un piccolo capitale da investire, sulla propria preparazione, sullo spirito di abnegazione nel lavoro e sulla propria capacità di rapportarsi agli altri non basterà più per scavarsi uno spazio sufficiente a sopravvivere.
Lascio a chi legge giudicare se ciò che perderemo costituisca un patrimonio significativo, o soltanto una zavorra di cui è stato giusto liberarsi.

PS: nel sito libri nuovi stanno raccogliendo le adesioni delle librerie indipendenti per sostenere la legge sul libro. Date un'occhiata potrebbe esserci la vostra libreria preferita...

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domenica, marzo 26, 2006

Il controllo della parola

Pubblico anche qui come nel nuovo blog dell'Anarpe l'informazione sull'interessante iniziativa che accompagna la pubblicazione del nuovo libro di André Schiffrin, Il controllo della parola. Editoria senza editori la storia continua, Bollati Boringhieri Editore.
Nello stesso giorno, Giovedì 30 marzo 2006, in varie città d'Italia si discuterà di questo libro in libreria. Ecco gli appuntamenti e di seguito il comunicato stampa della Bollati Boringhieri. Io andrò a quella di Bologna:
  • Torino – Libreria Torre di Abele 18.30 André Schiffrin, Francesco Cataluccio, Stefano Salis, Massimo Citi, Rocco Pinto

  • Savigliano (CN) - Libreria 30 e lode 16.30 Cetta Berardo, Giampiero Casagrande, Angelo d’Orsi, Lucetta Paschetta, Vanna Pescatori, Armando Petrini, Carlo Ruo Redda, Sergio Soave - moderatore

  • Ivrea - Libreria Cossavella 18.30 Giuseppe Fragiacomo, Italo Cossavella, Francesco Zaccagnini, Simonetta Valenti, Stefano di Giorni, Franco Fanè

  • Milano - Libreria Claudiana 18.30 Ferruccio Capelli, Luca Ferrieri, Vittorio di Giuro, David Bidussa

  • Bologna - Libreria Irnerio 18.00 Federico Enriques, Guido Leotta, Milly Semeraro, Ugo Mazza, Sergio Caserta, Rosalba Dionigi

  • Parma - Libreria Bixio con la Libreria Fiaccadori 21.00 Guido Conti, Gino Ruozzi, Librai indipendenti di Parma

  • Firenze - Libreria Mel Book Seeber 21.00 Peppino Ortoleva, Carlo Sorrentino, Renzo Cassigoli moderatore

  • Roma – Libreria Minimumfax 18.00 Marco Bascetta, Sandro Ferri, Marco Cassini, Francesca Borrelli, Daniela di Sora

  • Napoli – Libreria Dante Descartes Da definire

  • Oristano - Libreria La Pergamena Da definire

  • Matera - Mediateca provinciale 18.30 Elisabeth Jennings, Andrea Di Consoli, Beatrice Volpe, Michele Cito, Pietro D’Amore, Alberto Castelvecchi, Carlo Petrone, Carla Tanzi, Vincenzo Malfa

  • Lecce - Libreria Palmieri 18.00 Anna Palmieri, Livio Muci, Piero Manni, Angela Schena, Stefano Donno, Biblioteca comunale di Cutrofiano, Biblioteca di taurisano, Biblioteca Caracciolo

  • Messina - Libreria editrice Hobelix 18.00 Francesco Faeta, Ugo Magno

In collaborazione con Slow Book

Comunicato stampa
Bollati Boringhieri

IL CONTROLLO DELLA PAROLA,
EDITORIA SENZA EDITORI, SEI ANNI DOPO


Il 30 marzo in occasione dell’uscita del nuovo libro di André Schiffrin, Il controllo della parola, Editoria senza editori, la storia continua la casa editrice Bollati Boringhieri organizza una serie di presentazioni che si svolgono in contemporanea in diverse città italiane. Nello stesso giorno si dovrebbero ritrovare lettori, librai, editori, scrittori, bibliotecari, scuole e intellettuali per discutere della situazione del mercato del libro in Italia e in Europa. L’obiettivo è quello di sollevare, come era stato per l’uscita del primo libro di Schiffrin, un dibattito che sottolinei e analizzi i problemi e le contraddizioni del sistema editoriale italiano. A cinque anni dal quadro precedente, già allarmante, descritto in Editoria senza editori, Schiffrin raccoglie il precipitato sempre più drammatico delle nuove realtà editoriali. L’autore compie un esame dettagliato delle ultime vicende editoriali europee. Stefano Salis nella sua introduzione sottolinea che le vicende descritte non sono altro che “la manifestazione più evidente e preoccupante di quella tendenza che il mondo dell’editoria – anzi, della produzione di contenuti (e non è un inutile sottilizzazione) – sta facendo registrare negli ultimi anni e solleva legittimi dubbi se un tale corso delle cose non si riveli alla lunga dannoso. Per la concorrenza, per la credibilità e il corretto funzionamento del mercato, per la qualità dei prodotti, […] ma anche, per la garanzia di un’equa rappresentatività democratica.” Un controllo quindi della parola, come dichiara nel titolo stesso. Un “controllo” del cittadino da parte non tanto di oligopoli, ma addirittura di monopoli. Il controllo della parola tocca dunque il mondo dei libri, ma anche quello dei giornali e della televisione. Dopo l’11 settembre le regole della stampa statunitense, secondo le parole dell’autore, risultano essere cambiate. Nel testo di Schiffrin leggiamo in dettaglio il caso del New York Times, di cui abbiamo seguito poi le evoluzioni sui nostri quotidiani, e la situazione delle meno considerate, ma non per questo meno importanti, radio americane. Scopriamo però che anche la stampa francese non è riuscita a mantenere quella indipendenza che era stata proclamata all’indomani della Seconda guerra mondiale con la nascita del quotidiano Le Monde. Lo sviluppo culturale e politico italiano ma anche mondiale ci impone una discussione su questi temi. Il libro di André Schiffrin è proprio questo: un invito e uno stimolo ad estendere e sviluppare un confronto e una scambio di informazioni tra le diverse e sempre più drammatiche situazioni della stampa e dell’editoria.

Per informazioni
Bollati Boringhieri editore
Corso Vittorio Emanuele 86
10100 Torino
Tel. 011.5624259-fax 011.534409
valentina.parlato@stilema-to.it
www.bollatiboringhieri.it

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