lunedì, febbraio 15, 2016

Contessa (Family Day version)

Volevo scrivere un post sulla mia partecipazione al Family Day. Ho anche iniziato a scriverlo...
Per il momento però riporto solo questa mia rilettura della CONTESSA di Paolo Pietrangeli in versione Family Day.

Che roba contessa proprio in centro qui a Roma, si son radunati quei quattro ignoranti,
volevan per tutti un padre e una madre, dicevano pensi, di esser famiglie.
Per tutto quel giorno quei quattro straccioni han gridato forte come scalmanati
han fatto persino picnic sopra i prati, chissà quanto tempo ci vorrà per pulire.

Famiglie, da case e dai focolari
prendete i bambini sia i brutti che i belli
scendete giù in piazza e mostrategli quelli
scendete giù in piazza e affossate il sistema.

Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per fare quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo lottare,
nessun utero al mondo si deve affittare
Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev'essere sfruttato.

Sapesse contessa che cosa mi ha detto un caro parente di quella riunione
che quella gentaglia rinchiusa là dentro credeva al sesso per la procreazione
Del resto mia cara, di che si stupisce, anche il credente vuole dire la sua
e pensi che ambiente ne può venir fuori, c'è ancora morale contessa.

Se il vento soffiava ora soffia più forte,
le idee del Risorto non sono mai morte,
se c'è chi lo afferma non state a sentire
è uno che non vuole più ragionare
Se c'è chi lo afferma pregate per lui,
perché non s'affanni nei tempi più bui

mercoledì, novembre 25, 2015

Per cosa darei la vita?

Sto riflettendo su questo tema e presto ne scriverò.

lunedì, settembre 15, 2014

Farsi insegnare dai giapponesi che siamo un grande popolo

C'è un grande film animato che resterà al cinema solo fino a domani, dopo quattro giorni intensi di proiezione in 200 sale italiane e poi via, rintracciabile solo in dvd o scaricandolo dalla rete.
Andatelo a vedere se riuscite perché ne vale veramente la pena. Si tratta di SI ALZA IL VENTO di Hayao Miyazaki, il grande maestro di film di animazione giapponese, autore fra gli altri di Il castello errante di Howl, La principessa Mononoke, La città incantata e di mitiche serie come Lupin III o Conan.
Il film racconta la storia di Jirō Horikoshi, ingegnere aeronautico giapponese, progettista, tra gli altri del mitico Mitsubishi A6M Zero, il caccia nipponico che si vede in tutti i grandi film sulle battaglie nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale, l'aereo che per alcuni anni fece impazzire l'aviazione statunitense per la sua versatilità nelle manovre, e che spesso fu lo strumento usato dai kamikaze per infliggere colpi esiziali alle flotte nemiche.
 Un film come questo, incentrato su un grande talento dell'ingegneria aeronautica, lustro del proprio paese durante la seconda guerra mondiale, sarebbe impossibile da noi dove una coltre di oblio si stende su quegli anni, solo perché dominati dal fascismo.
Così deve pensarci Miyazaki a ridarci un po' di orgoglio, introducendo la figura di Giovanni Battista Caproni, grande visionario dell'industria aeronautica d'inizio secolo. E' lui il nume tutelare del giovane Jirō, colui che con le sue invenzioni mirabolanti lo ispira e lo spinge alla realizzazione dei propri sogni.
Ma l'Italia del dopoguerra non celebrò le glorie di uno dei più grandi talenti espressi dall'industria italiana, la cui foto campeggiava insieme a quella dei fratelli Wright nello studio del presidente Roosvelt, anzi tutto si fece per ostacolarlo, togliendogli le commesse statali e accusandolo di collaborazionismo coi tedeschi, accusa da cui fu poi prosciolto.
Sfogliando Wikipedia su questo argomento i talenti italiani si sprecano, ma di loro rimane solo qualche pallido ricordo nella toponomastica locale.
Con il personale impegno di approfondirne le figure, elenco qui ingegneri e eroi dell'aviazione italiana, amareggiato perché li ho conosciuti non sfogliando i libri di storia miei o delle mie figlie, ma guardando un cartone animato giapponese, pieno di coraggio nel riconoscere i meriti di chi ha reso comunque grande la propria patria:

...

mercoledì, settembre 10, 2014

NOTIZIE BEN GLI STA! 1

ho deciso di riprendere questo blog inaugurando una nuova rubrica: LE NOTIZIE BEN GLI STA!
Sono quelle notizie che, quando mi capita di leggerle o di ascoltarle, la parta maligna del mio animo sussulta e con un lieve ghigno esclama "Ben gli sta!". La inauguro oggi perché ne ho incontrate ben tre da stamattina, così tante da decidere di raccoglierle per non dimenticare il piacevole brivido che mi ha percorso, e magari provare a condividerlo con gli altri o con me stesso in futuro.
Capisco che l'esercizio sia poco nobile e tenda a squalificarmi, ma un altro maligno diavoletto mi suggerisce di rispondere: "quanno ce vò, ce vò!"

Ecco le hit di oggi:

1) OMOFOBIA ALL'EXPO, scuole assenti. Sala vuota al mattino, va un po’ meglio al pomeriggio. Enza Tucconi amareggiata In sintesi: il maggio scorso in Sardegna un'inutile "presidente della commissione Pari opportunità" invita tutte le scuole a partecipare alle manifestazioni "in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia" (pazzesco! io manco sapevo che esistesse!), in sintonia con Gaynet e lo studio di psicologia Panta Rei (in sintonia? ma che vuol dire? Forse che non tirano fuori un soldo e pagano tutto i contribuenti?), e le scuole non ci vanno! Meravigliosa la foto:

Un flop di dimensioni storiche e la dirigente scolastica che fa? dice che è un caso di omofobia! Aiuto!
BGS!

2) FLOP DI FLORIS su LA7 Ho sempre fatto fatica a sopportare il suo sorrisetto qualunque argomento trattasse.

4 milioni di euro ha speso Cairo per averlo... e adesso se lo tiene! Da non sottovalutare che è stato surclassato da Amadeus! Amo l'Italia, amo gli italiani!
BGS!

 3) FALLIMENTO DEL FIREPHONE E qui in realtà dispiace che un'azienda fallisca un progetto e magari debba sospendere la produzione e mandare qualcuno a casa. Ma quando l'azienda è Amazon, perdonatemi, va bene tutto, perché cominciano ad essere troppe le aziende che chiudono per colpa sua, perché il monopolio nella distribuzione è un abominio e perché le tasse si devono pagare nei paesi dove i soldi si sono guadagnati (e questo vale anche per la Apple e tutte le altre che vendono tantissimo in Italia e pagano le tasse dove fa loro più comodo!)

BGS!
E per oggi mi sono sfogato abbastanza! saluti

mercoledì, ottobre 02, 2013

Promemoria

Oggi si vota la fiducia al governo Letta, che quasi certamente verrà confermato. La mia lettura è che questa messinscena sia stata progettata per rendere inevitabile l'aumento dell'IVA. Nient'altro. L'aumento dell'IVA senza questa finta crisi sarebbe stata una sconfitta per il centrodestra, mentre rimandare l'aumento al 2014 avrebbe indebolito la sinistra. Così tutto torna in equilibrio...
E' solo triste constatare che in Italia non si possa mai capire cosa sia veramente necessario e manovre dure e impopolari (come le grandi intese e le nuove tasse) invece di essere presentate onestamente per quello che sono, ovvero inevitabili, vengano invece nascoste dietro queste manfrine indecorose. Ho visto da poco The iron lady e mi sono trovato ad invidiare la capacità della Tatcher di assumersi in ogni occasione le proprie responsabilità.

lunedì, settembre 02, 2013

Dagli USA una speranza per le piccole librerie indipendenti

Il segreto delle piccole librerie americane che rinascono sono i librai di Eugenio Cau (da IL FOGLIO del 31/08/2013)
Roma. Pensi alle librerie, specie a quelle piccole e indipendenti, e vedi il simbolo di una battaglia persa. C'è un mondo, quello del libro come oggetto-di-carta (per non parlare della carta come supporto in sé), che sta vivendo la sua più grande crisi da mezzo millennio a questa parte. C'è l'abbandono della letteratura, che almeno in Italia mostra statistiche notevoli (più della metà degli italiani non ha mai letto un libro nel corso dell'ultimo anno, dice l'Istat). C'è un immaginario nostalgico che vuole le piccole librerie come vittime di un consumismo rapace che ha preferito la grande distribuzione al rapporto umano delle botteghe di quartiere, i supermercati alle drogherie, le grandi firme del vestiario alla sartoria, il McDonald's alla tavola calda sotto casa. Poi leggi l'Economist (Schumpeter, che è rubrica economica sul cartaceo e blog collettivo sul sito) e scopri che almeno in America la morte annunciata delle piccole librerie può essere rimandata.
   Secondo i dati dell'American booksellers association citi dall'Economist gli anni della crisi economica mondiale sono stati positivi per le librerie indipendenti negli Stati Uniti. Dal 2009 a oggi sono state aperte più piccole librerie di quante abbiano chiuso, e nel 2012 le vendite sono aumentate dell'8 per cento. Sono dati positivi, soprattutto considerando che gli anni della crisi economica sono stati quelli della definitiva affermazione di Amazon, del commercio di libri online e dell'esplosione del mercato degli ebook. Nella primavera del 2011 arrivò la notizia che per 100 libri cartacei venduti da Amazon in America, la libreria online vendeva 105 ebook, e da allora la forbice ha continuato ad allargarsi. Ovviamente Amazon non rappresenta l'intero mercato del libro, dove le vendite degli ebook sono ancora minoritarie, ma il dato sembra segnare un trend, rafforzato dalla speculare crisi delle grandi catene di vendita dei libri. La più grande di tutte, Barnes & Noble, è in crisi nera, ha visto calare le vendite del 3,4 per cento nell'ultimo anno, il suo ceo si è dimesso a inizio luglio e gli esperti temono che l'azienda abbia perso il treno dell'adattamento al digitale. E' andata peggio alle librerie Borders, 20.000 impiegati in giro per l'America, che nel 2011 hanno dichiarato la bancarotta.
   E' in questo contesto di crisi - al tempo stesso transitoria ed epocale - che le librerie indipendenti americane sono riuscite non solo a sopravvivere, ma a crescere con numeri sorprendenti. Come hanno fatto? Secondo l'Economist, il segreto sta tutto nei librai. Anche Seattle, la tana del lupo dove Amazon sta costruendo un faraonico quartier generale (si dice il più bello del mondo), le piccole librerie prosperano grazie ad ambienti costruiti con cura e a un catalogo sofisticato, a eventi e "reading" per attirare clienti, a librai preparati che danno il consiglio che ti farà ritornare la prossima volta che avrai bisogno di fare un regalo: la dinamica della bottega di quartiere applicata con metodo scientifico e creatività.
   Quella delle librerie indipendenti americane non è solo la storia di un piccolo miracolo. E' la dimostrazione di come, dentro un mercato libero, un business dato per spacciato sia in grado di risollevarsi. In Europa è successo esattamente il contrario. Qui, per preservare le piccole librerie (e in alcuni casi le librerie tout court) è intervenuto lo stato attraverso una regolamentazione dei prezzi. Da ultima l'Italia, che all'inizio del marzo 2011 ha approvato al legge 128, detta legge Levi (Pd, ma la legge è stata approvata quasi all'unanimità). La legge mette al 15 per cento il tetto massimo per gli sconti dei libri (in casi eccezionali, ma per periodi inferiori a un mese e mai a dicembre, si può arrivare al 20). La moratoria sugli sconti aveva l'intento di "salvare" i piccoli operatori dalle politiche di prezzo aggressive di Internet e della grande distribuzione, ma ha finito col peggiorare una situazione già grave. Secondo l'unione nazionale consumatori in Italia il prezzo medio dei libri è del 46 per cento più alto che in America, e nei mesi successivi alla sua approvazione la legge non è riuscita a rallentare lo strutturale calo di vendite - che anzi ha subito un'accelerazione. Dall'America ci dicono che per le librerie c'è ancora speranza, ma drogare i prezzi non è un buon modo per aiutarle.

lunedì, aprile 22, 2013

Smettiamola col bullismo politico

Il grande sacrificio di Giorgio Napolitano deve farci tornare alla serietà e al doveroso rispetto delle istituzioni. Bisogna smetterla col bullismo politico alla Grillo, dove si scelgono dei particolari, a dire il vero poco significativi, per umiliare gli avversari politici. Ma la deve smettere anche Radio 24: è facile per confindustria essere disfattisti, elemosinando aiuti statali, senza il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Sembrano tutti d'accordo: confindustria, sindacati, grillini, sinistra devastatrice. Come è possibile? Torniamo a dare fiducia a chi, come Napolitano, ha la forza e il coraggio di prendersi sulle proprie spalle l'intero Paese, anche a 87 anni. Serietà, vi prego.

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