domenica, settembre 18, 2011

Apple Store Bologna

Com'era
Com'è



Se non l'avessi letto, non me ne sarei mai accorto. Però, quando inconsapevole l'ho visto, così candido e terso, mi sono chiesto perché non avessi mai notato la bellezza di quel palazzo nel pieno centro della mia città, a pochi passi da alcune delle librerie che visito più di frequente. Già così, comunque, ringraziavo in cuor mio Steve Jobs per aver dato una bella pulita in una zona che lentamente e inesorabilmente si degrada. Poi la sorpresa, vengo a sapere che Apple non solo ha pulito ma anche modificato in meglio il palazzo, rendendo omogenea l'estrema destra della facciata. Impossibile, mi son detto, la Sovrintendenza non fa muovere neanche un mattone senza anni di sopralluoghi e permessi, arriva a multare chi tinteggia una vecchia cantina ammuffita. E invece no, pur di avere Apple in via Rizzoli, finalmente si è permesso un intervento migliorativo nel centro di Bologna, senza preoccuparsi se rappresentasse un falso storico o un intervento troppo invasivo. Davvero un passo avanti, perciò viva la Apple, viva Steve Jobs, ma viva anche Virginio Merola che per celebrare questo momento davvero rivoluzionario per l'edilizia cittadina, ha chiuso via Rizzoli al traffico per l'intero fine settimana!

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domenica, gennaio 16, 2011

Alfonso Signorini: ovvero com'è difficile essere gay di destra

Prima ho letto questo articolo "Ho visto Kalispera. Per lavoro" di Dino Amenduni su "Il fatto quotidiano.it", dove ho scoperto che la manipolazione delle notizie a favore di un potente si chiama spin doctoring e che Alfonso Signorini ne è l'italico maestro, a favore, naturalmente, del suo editore Silvio Berlusconi. In quest'occasione ho pure scoperto che Signorini, gay dichiarato, indulge verso una "banalizzazione dell’omosessualità, vissuta come una sorta di moda, di deviazione o di atteggiamento che cambia sulla base dell’interlocutore", e che la conseguenza di questo pericoloso atteggiamento è "un’altra cifra della regressione culturale del nostro Paese. E immaginate la portata devastante di questa operazione, considerando che è condotta proprio da un omosessuale." Non pago Amenduni conclude la sua analisi "con il casting per cercare il cane con cui far accoppiare Vespa. (...) Un’altra incivile irrisione dell’omosessualità e degli omosessuali, buoni solo a far spettacolo e moda e a occuparsi di gossip e degnamente rappresentati dal migliore testimonial di questo modello, Alfonso Signorini, il vero maitre a penser di Berlusconi, uno degli uomini più potenti, intelligenti e sottovalutati (dalla sinistra) d’Italia." Con ancora nelle orecchie queste considerazioni, stamane guardo la nuova puntata di "Tolleranza zoro", che ammiro sempre per l'ironica capacità di sintesi dei vizi che impediscono alla sinistra di tornare credibile. La puntata parte proprio con Signorini che dice: "Dove sono andati a finire i comunisti di una volta?" e Zoro con irridente sincerità commenta: "E perché i froci de 'na volta, invece? dimmelo 'n po', 'ndo so' andati a fini'?"
Ecco il video
E così il mio povero cervello si è fatto questa banale domanda: ma la tolleranza per i gay, a sinistra, vale solo per chi vota per loro?

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giovedì, novembre 11, 2010

La libreria di Piazza San Silvestro

Scopro solo oggi che ha chiuso a Roma anche l'ultima libreria della catena Remainders, fondata da Biagio Melloni e di cui ho spesso parlato. Per un breve periodo di tempo ho avuto la fortuna di lavorare fianco a fianco con Rodolfo Giammona, che per anni, ne è stato il titolare. Una delle persone più simpatiche e disponibili che abbia conosciuto, profondo conoscitore di libri e segugio infaticabile di rarità editoriali. Sono veramente dispiaciuto per questa chiusura, che credo depauperi in maniera irreversibile l'offerta di prodotti editoriali in Italia. Non credo che nessuna tecnologia, nessun megastore, nessun supermercato sarai mai in grado di restituire le atmosfere che si potevano respirare in quei negozi.
Visto che tutti i link esterni che ho pubblicato su questo argomento portano a pagine che sono scomparse, mi permetto di pubblicare l'articolo del corriere a futura memoria:
La catena che offriva gli invenduti. «Colpiti dalla crisi»
Addio al sogno dei libri al costo di un caffè
Chiude a fine luglio l' ultimo Remainders' di Roma


Il 31 luglio l' ultima libreria della catena Remainders' chiuderà. È quella di Roma, si trova in piazza San Silvestro. Dei 127 negozi avviati da Biagio Melloni all' inizio degli anni Sessanta, era l' unica a sopravvivere. Nell' aprile del 2005 abbassò per sempre la saracinesca l' Accademia in Galleria Vittorio Emanuele a Milano: qui nacque il sogno di vendere a tutti gli italiani, al costo di un caffè o di una bibita, un libro. Il fatto si celebrò all' insegna della beffa, giacché chiuse il giorno dopo aver ricevuto la targa di negozio storico. In piazza San Silvestro, tra gli scaffali di questo Remainders' inaugurato nell' aprile 1965 (il giorno dell' apertura fu necessario l' intervento dei carabinieri, a causa dell' eccessivo afflusso di pubblico), è passata molta storia. Rodolfo Giammona, che entrò da commesso e poi ne divenne il titolare, ricorda clienti noti e persone comuni: «Nella nostra libreria creammo subito una sala di lettura, per favorire gli studenti e coloro che cercavano qualcosa di particolare. Le visite? Ho venduto libri ad Alberto Sordi, Ingrid Bergmann, Federico Fellini, Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Giancarlo Giannini, Pupi Avati...». È solo l' inizio di un elenco infinito: «Recentemente ci ha fatto visita Alberto Arbasino; Giorgio Manganelli e Alberto Moravia erano assidui frequentatori, ho conosciuto bene Rafael Alberti e Pablo Neruda, Massimo Cacciari è nostro cliente...». Non mancano i politici: «Spadolini e Craxi cercavano sempre libri sul Risorgimento, Ugo La Malfa guardava tutto con attenzione, Berlinguer era gentile e discreto; una volta entrò il presidente Pertini e cominciò a dialogare con la gente, gettando nel panico i guardaspalle». Anche molti politici attuali non mancano all' appello: «Rutelli, Veltroni, Cicchitto e, tra gli altri, il ministro Carfagna, che di solito arriva senza auto e senza scorta». Ma c' è qualcosa di più. La «pazza» idea che sta alla base dei Remainders' , ovvero salvare dal macero titoli invenduti e proporli a metà prezzo o addirittura a un quarto del costo, aveva trasformato nel tempo i diversi punti di Biagio Melloni in luoghi dove cercare libri esauriti e rarità. Non a caso Rodolfo Giammona ricorda di aver spedito pacchi in decine di università del mondo, dal Brasile alla Russia, dal Messico all' Irlanda, dagli Stati Uniti al Giappone. Inoltre i Remainders' di Roma furono tra i primi a importare dall' estero i calendari con soggetti culturali, con foto di scrittori o di opere d' arte. Li troviamo inoltre tra i pionieri della vendita del giocattolo o dei puzzle in libreria. Né va dimenticato il fatto che lo stesso fondatore, Biagio Melloni (scomparso nel maggio 2009), dal 1972 stipulò un accordo con i supermercati Sma e in una trentina di essi riuscì a collocare degli scaffali di libri accanto alla cassa, che ogni settimana venivano riforniti con le «novità a metà prezzo» tra le più vendute. Era la prima iniziativa di tal genere e il Remainders' di Roma ebbe gran parte nella gestione del progetto. Ma queste, come direbbe Giorgio Gaber, sono tutte idee del secolo scorso e ora la realtà ha un nome semplice e frigido: si chiama chiusura. Alla nostra domanda: «Rodolfo, perché si arrende?», egli risponde: «Non ce la faccio più con l' affitto, le spese in questi ultimi anni sono aumentate e ormai sono insostenibili per una libreria come la nostra, c' è stato un calo delle vendite in seguito alla crisi». Non occorrono commenti. È tutto chiaro. Le stesse parole, con due o tre sillabe diverse, ce le confidò nel 2005 Renato Zanganelli, il direttore dei Remainders' di Milano, poco prima di gettare la spugna. Con la fine della libreria di piazza San Silvestro muore anche un sogno cominciato mezzo secolo fa: dare a tutti la possibilità di comperare un libro vero, far leggere qualcosa a ogni italiano abbattendo il prezzo e creando negozi dove anche i più timorosi potevano entrare, chiedere, consultare, leggere, confrontare. In un Paese che in quegli anni vinceva le sacche di analfabetismo con l' aiuto del programma Non è mai troppo tardi, condotto dall' indimenticabile Alberto Manzi, i Remainders' furono una boccata di ossigeno e un invito alla cultura. Per questo ci togliamo rispettosi il cappello dinanzi all' ultima loro saracinesca che si abbassa. E ci rendiamo conto che un altro sogno è svanito. Armando Torno
**** Le librerie I remainder I libri remainder sono libri nuovi provenienti dai magazzini delle case editrici: quando un titolo viene messo fuori catalogo, le librerie entro un certo periodo possono acquistare le copie e riproporre i volumi al pubblico a prezzi più vantaggiosi In Italia La prima libreria Remainders' in Italia è stata fondata nel 1964 a Milano da Biagio Melloni (nella foto il sindaco di Milano, Pietro Bucalossi, primo cliente del Remainders' Book nel 1964). A Roma i Remainders' sono arrivati l' anno dopo in Piazza San Silvestro. Adesso è stata annunciata la chiusura

Torno Armando


Pagina 27
(12 luglio 2010) - Corriere della Sera

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giovedì, ottobre 07, 2010

Due padri

Io conosco due padri che hanno perso uno dei loro figli. Ho bisogno di toccarli, di ascoltare le loro voci spezzate dalla commozione, di star loro vicino per apprenderne la forza. Sono loro i miei esempi, penso a loro quando ho bisogno di farmi forza. Se loro non ci fossero, io sarei qualcosa in meno. Grazie a loro sono migliore. Anche se è angosciante, ringrazio Dio per averli posti sulla mia strada, per avermeli fatti conoscere. È l'ennesimo dolorosissimo dono di cui sono stato fatto partecipe.

martedì, ottobre 06, 2009

A Ilva (mia madre)

Ti ringraziamo, Padre, per averci regalato Ilva, che davvero è stata il centro della sua famiglia, una mamma e moglie sempre presente e paziente, una nonna dolcissima, un'amica sempre disponibile e saggia.
Ogni giorno, col suo aiuto costante, ha reso più semplice, e quindi più serena, la nostra vita.
Ora concedile Tu una serenità colma di grazia, e ripagala col tuo amore, che non delude mai, di tutto il bene che ha fatto per noi.
Per questo Ti preghiamo.

mercoledì, luglio 29, 2009

E' l'aborto lo spartiacque tra due visioni del mondo

Sarà stato un redattore burlone, oppure una svista, o peggio un "subdolo complotto", ma è certo che accostare, sulla prima pagina di Repubblica di questa mattina (vedi foto), la pillola Ru486 alla pillola dimagrante "Redesan" sia stato così ridicolo da sfiorare il cattivo gusto. Si sa, d'altronde, che quel "giornalaccio di Repubblica" (come dice con ironia mio padre, che ne è comunque un accanito lettore...) non risparmia colpi bassi pur di alimentare la guerra laicista che ha intrapreso. Il giornalista descrive infatti come una battaglia quella "combattuta" dalla casa farmaceutica per fare ammettere la pillola abortiva tra i farmaci leciti in Italia. Una battaglia che sta per essere vinta, anche se neanche una parola viene spesa per coloro che la perderanno senza aver avuto la possibilità di combatterla.
Contemporaneamente sul Foglio, Francesco Agnoli raccontava la strage di bambini compiuta quotidianamente in Cina e in India e ricostruiva la storia dell'aborto, ricordando come il non ricorrervi sia stata una delle più grandi e moderne conquiste della società giudaico-cristiana. Erano i Giudei infatti i soli a giudicare nefasta la soppressione dei figli, prima e dopo la nascita, e allo stesso modo si comportarono i cristiani trasformando radicalmente la società greco-romana. In Occidente l'aborto riapparve solo col Nazismo e lo Stalinismo, che affidarono allo stato il compito atroce di decidere chi avesse il diritto alla vita. Oggi, dice Agnoli, personaggi quali Peter Singer, bioeticista animalista, consigliere di Zapatero, si chiedono per quale motivo l'impostazione antiabortista della civiltà giudaico-cristiana sia da preferirsi a quella di tante altre civiltà antiche e moderne che niente avevano in contrario ad aborto ed infanticidio. La risposta, a mio avviso, oltre che nell'umana compassione, sta chiaramente in ciò che di buono la nostra civiltà è riuscita a produrre e nelle mostruosità che civiltà o ideologie, indifferenti al dono della vita, hanno realizzato e tuttora realizzano.

PS: Fulvia su Facebook scrive provocatoriamente che la notizia della diminuzione degli aborti in Italia (-4,1% rispetto all'anno scorso) dovrebbe fare arrabbiare gli "pseudo-papaboys" e gli oppositori della 194. Non è così, io sono felicissimo. Un cristiano non può essere contento che muoiano dei bambini per dimostrare di aver ragione. Tutti diranno che il merito è di una buona legge, però, in tutta onestà, questo successo non sarebbe giusto condividerlo anche con l'opera di educazione alla vita realizzata dalla Chiesa e dagli antiabortisti, in particolare quei pazzi della lista del buonumore?

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martedì, luglio 21, 2009

Una commedia di mezza estate. Hollywood e il testamento biologico

E' stata una piacevole sorpresa la commedia trasmessa ieri sera da canale 5: Se solo fosse vero di Mark Waters, con Reese Witherspoon e Mark Ruffalo. Certo, non un capolavoro della cinematografia, ma un modo leggero e delicato di affrontare un argomento difficile come il testamento biologico.
Nel frattempo, il fior fiore della cinematografia italiana protestava per i tagli ai fondi destinati alla cultura. Mi sono venute in mente le decine di film italiani indigesti, tristi, deprimenti, incapaci di affrontare con un po' di leggerezza e soprattutto senza pregiudizi, argomenti difficili e controversi.
Luca Barbareschi minacciava una possibile definitiva colonizzazione da parte delle produzioni straniere, e io in un delirio disfattista dicevo a me stesso: "magari!"

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