Ecografia di un aborto
Sono felice che ad ognuno, secondo la propria coscienza, sia data la possibilità di vedere ed eventualmente diffondere questo video (grazie a Radicicristiane)
Etichette: aborto
di Andrea Nepoti Goitan
Sono felice che ad ognuno, secondo la propria coscienza, sia data la possibilità di vedere ed eventualmente diffondere questo video (grazie a Radicicristiane)
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L'altro giorno ricevo, da persona amica e degna della mia fiducia, il seguente sms:
Dopo aver letto la citazione precedente, la risposta sembrerebbe scontata: i libri si comprano in libreria. Eppure è partendo da questa domanda che si può cominciare a parlare dell'attuale tragica situazione del mercato editoriale italiano.
in principio c'era la libreria-tempio, dove il libraio-sacerdote, dall'alto del suo banco, dispensava colti consigli ai colti clienti che osavano entrare e confrontarsi con un tale depositario di sapienza. L'ingresso era difficoltoso non solo per la gente comune, ma anche per alcuni editori che, se sgraditi al libraio o non dotati di una rete vendita all'altezza, non venivano accolti tra gli scaffali. I cattolici furono tra i primi a capirlo e si organizzarono vendendo i propri libri nelle librerie religiose. Anche alcuni editori laici non accettarono di far dipendere le loro sorti dall'arbitrio di pochi commercianti, seppur colti e illuminati. Nacque così un altro tipo di libreria, che tentando di "democratizzare" gli acquisti, favorì l'incontro anche fisico tra il cliente e il libro. Esempio più riuscito di questa tendenza furono le librerie Feltrinelli, che cominciarono a diffondersi in tutta Italia, confermando che questa strada conveniva anche economicamente.
Gli editori dopo un attimo di smarrimento riorientarono le loro strategie di vendita. In queste nuove grandi strutture, il libraio contava meno e meno la rete promozionale. Non era più il consiglio dell'esperto a far vendere, ma la presenza massiccia del proprio prodotto sui banchi e gli scaffali, le copertine allettanti e le campagne pubblicitarie. Per ottenere questo obiettivo gli editori cominciarono a moltiplicare le uscite delle "novità", facendo a gara per scalzare gli avversari dai punti più commercialmente appetibili. Diedero ai librai, sempre più ridotti al rango di commessi, libertà quasi assoluta sul "diritto di resa", un abominio commerciale che permise alle librerie di restituire il prodotto invenduto, ma che in poco tempo si trasformò in un ricatto per obbligare i librai ad aquistare tutto quello che veniva loro proposto ("tanto lo potete rendere...").