domenica, novembre 06, 2005

Ecografia di un aborto

Sono felice che ad ognuno, secondo la propria coscienza, sia data la possibilità di vedere ed eventualmente diffondere questo video (grazie a Radicicristiane)

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sabato, novembre 05, 2005

La catena di S.Antonio "spirituale"

L'altro giorno ricevo, da persona amica e degna della mia fiducia, il seguente sms:
"Pregare per PADRE FERDINANDO FLORES un missionario che sarà giustiziato a botte oggi in TIMOR. Per favore manda questo sms a tutti i cristiani"
Di norma, non sono favorevole alle catene, ma un missionario che viene massacrato a pugni mi fa un certo effetto e così... inoltro!
Non a tantissimi, ma di sicuro a quelli che so sensibili e che, come ho fatto anch'io, so che non risparmieranno la recita di un Pater per un confratello così sfortunato.
Meno male che, oltre ad essere amici, ad essere cristiani e ad essere sensibili, sono pure spiritosi! Infatti uno di loro mi chiama e mi dice: "Hai visto la potenza della preghiera! Il Padre Flores non è più in pericolo!". Poi mi racconta la verità che potete leggere nel sito del PIME. Basta catene! E grazie a Dio per i miei amici!

PS: Mi ha scritto anche Claudio: "Io ho pregato lo stesso male non farà". Sono d'accordo, grazie anche a te.

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martedì, novembre 01, 2005

Dove si comprano i libri? - Prima puntata

Dopo aver letto la citazione precedente, la risposta sembrerebbe scontata: i libri si comprano in libreria. Eppure è partendo da questa domanda che si può cominciare a parlare dell'attuale tragica situazione del mercato editoriale italiano.
Facciamo un po' di storia.
Per sommi capi l'andamento della vendita dei libri in Italia negli ultimi 50 anni si svolto così: in principio c'era la libreria-tempio, dove il libraio-sacerdote, dall'alto del suo banco, dispensava colti consigli ai colti clienti che osavano entrare e confrontarsi con un tale depositario di sapienza. L'ingresso era difficoltoso non solo per la gente comune, ma anche per alcuni editori che, se sgraditi al libraio o non dotati di una rete vendita all'altezza, non venivano accolti tra gli scaffali. I cattolici furono tra i primi a capirlo e si organizzarono vendendo i propri libri nelle librerie religiose. Anche alcuni editori laici non accettarono di far dipendere le loro sorti dall'arbitrio di pochi commercianti, seppur colti e illuminati. Nacque così un altro tipo di libreria, che tentando di "democratizzare" gli acquisti, favorì l'incontro anche fisico tra il cliente e il libro. Esempio più riuscito di questa tendenza furono le librerie Feltrinelli, che cominciarono a diffondersi in tutta Italia, confermando che questa strada conveniva anche economicamente.
Gli editori dopo un attimo di smarrimento riorientarono le loro strategie di vendita. In queste nuove grandi strutture, il libraio contava meno e meno la rete promozionale. Non era più il consiglio dell'esperto a far vendere, ma la presenza massiccia del proprio prodotto sui banchi e gli scaffali, le copertine allettanti e le campagne pubblicitarie. Per ottenere questo obiettivo gli editori cominciarono a moltiplicare le uscite delle "novità", facendo a gara per scalzare gli avversari dai punti più commercialmente appetibili. Diedero ai librai, sempre più ridotti al rango di commessi, libertà quasi assoluta sul "diritto di resa", un abominio commerciale che permise alle librerie di restituire il prodotto invenduto, ma che in poco tempo si trasformò in un ricatto per obbligare i librai ad aquistare tutto quello che veniva loro proposto ("tanto lo potete rendere...").
Questo sistema permise di stampare tirature sempre più grandi e ingiustificate, ma riempì i magazzini degli editori di libri invenduti che bisognava buttare al macero.
Per salvare qualcosa ci si inventò persino un secondo mercato: il metà prezzo.
Ma non bastava.
Alla fine degli anni '70 comparvero i primi libri nella grande distribuzione (ricordo la Standa di Berlusconi, in via Rizzoli a Bologna con un piccolo e "scandaloso" reparto). I librai tradizionali ridevano: "chi vuoi che vada a comprare i libri dove si vendono alimentari e vestiti?!". Ma i più furbi avevano già capito che ciò che contava, per conquistare il mercato, non era "fare buoni libri", ma acquisire sempre più il controllo della catena distributiva, concentrando i propri interessi sulla commercializzazione piuttosto che sulla produzione.
E allora si razionalizzò!
Fine prima puntata...

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